La prima domenica d’autunno
I calzini di cotone-misto-lana
La settimana scorsa li ho maledetti, stamattina invece li ho benedetti.
Un piatto di orecchiette con le cime di rapa un po’ dolce di sale
Non sono un clichè, non mangio tutti i giorni piatti tipici pugliesi solo perché sono pugliese. È venuta una ragazza a pranzo e volevo fare colpo, ma la storia del sale mi ha fregato.
Un film indipendente americano
Andrebbe bene uno qualsiasi, ma se c’è una famiglia strana composta da persone strane con problemi strani che fa un viaggio strano per andare in un posto strano è meglio.
La giacca marrone della laurea
Pensavo di averla lasciata a casa, e invece l’avevo portata qui. È morbida, calda e, con i jeans e una camicia estiva, dà una certa aria da persona che non sa abbinare i vestiti.
Il centro di Bologna con poche persone ben coperte
È meglio iniziare ad abituarsi, visto che sarà così tutte le domeniche fino ad aprile. Se sei fortunato, però, uno che è uscito solo per mangiare le patatine e poi ti fa compagnia tutta la sera lo trovi.
Un pianista fino a ieri sconosciuto
Un’amica mi ha passato un suo pezzo e mi ha detto che suonava a Bologna in un localino con le luci soffuse. Per il pianista, per le luci soffuse, per le olive, per essere andato a sentire uno di cui conoscevo solo un brano ascoltato una volta sola (ieri) e per il timore di dover restare a lavare i piatti, credo sia stata la cosa più radical-chic che mi è capitato di fare.
Un calice di barbera
Volevo un calice di barolo, mi sono confuso: colpa della B. Ma era buono e radical-chic lo stesso.
Le strisce dei Peanuts
Fanno tanto autunno, è una questione di stile. Leggerle appena tornato a casa invece è una questione di non sentire per qualche minuto questo freddo che è arrivato a tradimento nelle ossa due o tre mattine fa.