Lumi da spiaggia

Il sole picchia forte sulla schiena e sulla testa. Credi che non sia giusto assecondare idee sbagliate, neanche a fin di bene, e che tradire i propri valori sia l’unica vera colpa di cui ci si può macchiare; pensi che tutto è andato esattamente come doveva andare: non doveva andare troppo bene: il giusto.

Ti sembra che si perda troppo spesso il filo del discorso, e si finisca a parlare quasi sempre di fatterelli marginali, mancando puntualmente il bersaglio. Il mare fruscia, un bambino a tua insaputa ti guarda perplesso. Perché dovresti dare spiegazioni, quando tutto è fin troppo chiaro?

Ti ricordi per qualche motivo dell’autoradio della tua vecchia (molto vecchia) macchina, che, per farla funzionare, bisognava aprire e chiudere gli sportelli alternativamente o ripetutamente, fino a indovinare la misteriosa combinazione che accendeva la radio e chiudeva entrambi gli sportelli; certamente c’era qualche contatto, e una spiegazione razionale del fenomeno, ma era indubbiamente una cosa strana. Il collegamento è che con le persone funziona così: essere chiari non funziona; bisogna toccare punti improbabili, tentando vie traverse con l’aiuto della fortuna. Il problema è che avresti voglia di essere schietto e dire le cose come stanno, pur sapendo che ti capirà solo chi ti ha già capito.

Bisogna portar loro a pensarla come te, stimolando punti di contatto nascosti che col tempo si sono scoperti e sono diventati più sensibili. Tradire i propri valori è l’unica vera colpa di cui ci si può macchiare; ma riconoscere che i propri valori in realtà sono altri non è tradimento. Apri gli occhi e tutto è a tinte cupe, come ci fosse un filtro grigio davanti al sole. Picchia forte sulla testa, se la alzi o solo ci provi. Sei stanco di tante cose. Tante.

È il momento buono per comportarsi meglio. Andiamo a fare un bagno? Andiamo. E andiamo.